Istruzioni

Istruzioni per diventare tristi

Si cominci da bambini, vincendo delle gare. Possono essere maratone sportive, o una sfida a braccio di ferro, o la tombola di fine anno, o una partita a pallone nel cortile della scuola. Piccole competizioni possono essere sufficienti. Basta che si assapori la breve scarica elettrica che attraversa il corpo quando ci si riconosce migliori di qualcun altro. Ci si faccia dire ‘bravo, bravissimo’, poi si trattenga un sorriso spontaneo immodesto con una rapida contrazione muscolare modesta. Si gonfi il petto. Si cammini ben eretti.

Si è pronti, a questo punto, per un gioco più complesso: il gioco del ridere per ultimi. Per praticarlo serve un compagno di gara. Le regole prevedono che i due giocatori si posizionino uno di fronte all’altro, a breve distanza. Si cominci, a questo punto, a guardarsi negli occhi in silenzio. Si guardino quegli occhi pieni di lucciole ribelli, pronte ad accendersi e vibrare, e quando si dice ‘hai gli occhi belli come stelle’, quello s’intende: che son pieni di luci che tremano come quei corpi celesti roventi, immersi in uno spazio gelido che fondono idrogeno ed elio nel vuoto cosmico, generando un piccolo vibrare nel cielo notturno.
Si guardi il naso dell’altro fino a che quel naso non sembrerà diverso. Protuberanza inconsulta, sopra labbra che sono linee rosa che s’alzano e s’abbassano un poco e tornano ad alzarsi come un elettrocardiogramma stanco. Si arrivi al mento: rotondità esilarante, talvolta con una fossetta al centro, come se con un punto d’ago e filo si fosse voluto fissare bene al resto del volto. Peli sottili, biondi, attraversati da un raggio di luce.

Si provi, ora, a non ridere. Potrebbe sembrar facile, invece è difficilissimo non ridere di fronte al comico affastellarsi di lineamenti nello spazio ridotto pari a un palmo di pelle, appena sotto la fine dei capelli, appena sopra l’inizio del collo. E’ il ridere ribelle del riconoscere la comicità nell’ovvio.
Il riso comincerà a scoppiettare in gola come chicchi di grano turco in una padella. Gorgoglierà appena dietro la lingua, entrerà nel naso, come le bolle di gas di una bibita frizzante, spingerà per uscire dagli occhi.
Voi trattenetelo, se volete vincere il gioco.

Allenatevi a lungo. Diventerete, infine, così bravi che riuscirete a trattenere il riso fino a diventar tristi per la vita intera.

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